LETTERA 22

IL BASKET A IVREA

La Storia di CSR

“Vorremmo giocare con dei ragazzi italiani…”

Una richiesta semplice e allo stesso tempo ricca di significato. Con queste parole i componenti di una squadra di basket serba si sono rivolti ad una delegazione italiana in terra di Jugoslavia per fini umanitari nel 2000, poco dopo la fine dell’embargo. Da queste poche parole é nata l’idea Canestri Senza Reti, che già nel nome indica la motivazione che ha spinto all’organizzazione del torneo: l’eliminazione delle barriere materiali e sociali tra i popoli dell’Ex-Jugoslavia.

La prima edizione si é disputata nei primi giorni del gennaio 2001 ed è stata un’esperienza indimenticabile sotto diversi aspetti. Innanzitutto é stata offerta la possibilità a ragazzi cresciuti in anni di guerra e in mezzo a mille difficoltà, soffocati dall’embargo e dalla crisi economica del loro paese, di uscire per la prima volta nella vita dalla loro città e di visitare un paese occidentale. Ma soprattutto di farlo giocando a basket, sport di cui in Jugoslavia sono maestri da sempre. Il torneo era riservato ai ragazzi di 13 anni e ha visto la partecipazione del KK Kolonac di Kragujevac (Serbia), del Klub Velez di Mostar (Bosnia) e del Basket Academy Tblisi della Georgia, a cui si sono affiancati l’Ivrea, la Fila Biella, il Moncalieri, la Santarcangiolese (dalla Romagna) e la Pielle Matera. La finale ha visto i ragazzi di Kragujevac imporsi su Mostar in una giornata indimenticabile di sport, ma non solo… Particolarmente emozionante il saluto al momento della partenza tra Bogoljub “Boci” Djuric (allenatore serbo di Kragujevac) e Aziz Sunje (allenatore bosniaco di Mostar), con lacrime e abbracci sinceri.

La buona riuscita della manifestazione e il successo che ha riscosso tra i partecipanti ha portato nel tempo alla crescita del torneo: negli anni le squadre iscritte sono passate da otto a sedici, coinvolgendo ogni anno più di 200 ragazzi e ampliandosi a formazioni anche da altri paesi come la Croazia, la Slovenia, la Macedonia, la Francia, la Spagna, la Lituania e la Danimarca.

L’edizione del dicembre 2012 ha visto arrivare a Ivrea per la prima volta una formazione dalla Russia, i Chekhov Hawks da Mosca, formazione giovanile del Khimki, i cui ragazzi hanno dato vita ad una delle finali più belle della storia di CSR contro i serbi del Radnicki-Foka di Kragujevac.

Molto apprezzate si sono dimostrate nel corso degli anni le riunioni fra allenatori, diventate presto scambi culturali ed enogastronomici affiancati da un clinic, l’ospitalità data ai ragazzi stranieri dalle famiglie canavesane e la festa del torneo. Senza contare, cosa ancora più importante, la fitta rete di amicizie nate durante CSR che portano le varie squadre a scambiarsi l’ospitalità per altri tornei in Italia ed all’estero. Da qui è nata la nostra partecipazione annuale alle analoghe manifestazioni che si svolgono a Kragujevac e Tuzla.

Numerosi i giovani cresciuti e diventati di livello mondiale passati a Canestri Senza Reti: tra questi non si possono non ricordare il talento croato ’94 Dario Saric , il bosniaco ’90 Nihad Djedovic, il lituano ’93 Tauras Jogela, il ’99 serbo Mihailo Jovicic dalla stagione 2014/15 al Real Madrid, nonché numerosi giovani italiani e stranieri entrati nel giro delle nazionali giovanili e dei campionati professionistici.