Scendono le prime gocce di pioggia dal cielo sopra Ivrea, le gocce diventano scroscio, poi grandine e diluvio. Subito la mente di noi dello staff letterino torna alle passate estati e decide di andare a controllare le palestre per sondare le condizioni ed ecco la sgradita sorpresa: il PalaCena con le cascate del Niagara. Subito la corsa ai secchi, tira acqua, mocio e quant’altro possa servire ad asciugare il pavimento della palestra in vista dell’inizio della stagione alle porte.
Il presidente Cossavella dice: “Al Cena ormai capita tutte le estati: la pioggia è il motivo per cui il parquet si è gonfiato più volte, fino a diventare inutilizzabile a essere sostituito con il fondo sintetico attuale, ma nulla in realtà è stato fatto per risolvere davvero il problema”.
Purtroppo, come sempre accade,siamo noi della Lettera 22 che in queste situazioni di emergenza ci prodighiamo a cercare di risolvere al meglio la situazione, come se le palestre fossero davvero nostre: perché noi ci teniamo davvero e senza non potremmo fare ciò che ci più ci piace, cioè giocare a pallacanestro.
Capatina anche alla Falcone, dove fortunatamente non si è verificato il disastro di 5 anni fa con mezzo metro d’acqua ovunque; in quell’impianto, solo 15 giorni fa, il personale della Lettera aveva ritracciato a proprie spese, le linee dell’intero campo da basket.