Il Testimone ai Testimoni, percorso educativo-sportivo per la legalità promosso dal Tennis Club Ivrea e da Libera, ha assegnato a Canestri Senza Reti il premio “Campione Della Vita”. IMG-20150620-WA0000Giovedì 11 giugno, presso la Sala Dorata del comune di Ivrea, Don Ciotti ha consegnato la targa a Paolo Cossavella. Presenti anche Pietro e Uros, il primo di Ivrea, il secondo di Kragujevac: hanno preso parte alla prima edizione datata 2001 e da allora si sono sempre mantenuti in contatto.

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Ecco le motivazioni del premio:

Canestri Senza Reti non è un evento sportivo.
Canestri Senza Reti non è un torneo internazionale di basket.
Canestri Senza Reti è un momento culturale, inteso in quella stessa accezione che è alla base del nostro progetto “Il Testimone ai Testimoni”, ossia: lo sport è cultura.
In questo caso, cultura della solidarietà, della socializzazione e dello scambio.
“Vorremmo giocare con dei ragazzi italiani”. La storia di Canestri Senza Reti è tutta qui, in una semplice frase proveniente da un gruppo di ragazzi serbi nel 2000, ad embargo appena terminato.
Una richiesta di normalità da parte di ragazzi che avevano vissuto la loro adolescenza fra bombe e proiettili.
E allora ecco che la straordinaria macchina della solidarietà eporediese, sotto il concreto impulso della Lettera 22, si mette in moto: una delegazione umanitaria accoglie la richiesta e porta i ragazzi in Italia.
In breve il sogno diventa realtà.
Nasce un torneo internazionale di solidarietà per ragazzi, categoria under 14. Otto squadre, italiane e straniere. Sullo stesso campo, a giocare, squadre di nazioni in guerra fino a pochi mesi prima. Lo sport ha raggiunto il suo obiettivo.
In questi quindici anni Canestri Senza Reti ha lasciato profonde tracce dietro di sè; ha lasciato la voglia di partire, per scoprire cosa ci sia davvero dall’altra parte dell’Adriatico e dentro le persone.

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