La presentazione di CSR15

L’arrivo del Natale ha un solo significato per il mondo del basket eporediese: Canestri Senza Reti. Il torneo internazionale di pallacanestro giovanile, nato e cresciuto con scopi di solidarietà verso la ex Jugoslavia, raggiunge la quindicesima edizione. A organizzare, come sempre, la Rgi Lettera 22. A essere i protagonisti, come sempre, i giovani cestisti categoria Under 14: in oltre duecento scenderanno in campo tra sabato 27 e martedì 30 dicembre. Le palestre Cena e Falcone di Ivrea, affiancate nel giorno di apertura da quella comunale di Montalto Dora, saranno il teatro delle quaranta partite in programma. Tra i momenti inseriti nel calendario ufficiale, spiccano la sfilata delle squadre per le vie del centro città (sabato 27 dalle ore 16) e il clinic per gli allenatori (domenica 28 dalle ore 20). Martedì 30, a partire dalle 15 al Cena, ci saranno le finali che decreteranno le prime quattro squadre: chi succederà ai campioni in carica, i serbi del Mladost Cacak?

LE PARTECIPANTI A CSR15. Su tutte, la favorita numero uno è la Stella Rossa di Belgrado: prima partecipazione per la formazione serba, partecipazione che segue di un anno soltanto quella dei cugini del Partizan. L’incessante lavoro dello staff letterino nella ricerca di nuove formazioni è testimoniato dalla prima presenza della Bluorobica Bergamo, uno dei migliori vivai della Lombardia, ogni anno alle finali nazionali. Tornano a Ivrea le società straniere gemellate con la Lettera 22, i cui ragazzi saranno prevalentemente ospitati in famiglia come da tradizione: il Salinas Falcons Tuzla dalla Bosnia, dove sono andati i ragazzi eporediesi a inizio settembre, il Mladost Cacak e il Foka-Radnicki Kragujevac dalla Serbia, il Sant Josep Badalona dalla Spagna. A completare il quadro delle sedici partecipanti, a fianco dei padroni di casa, ci sono Roncadelle (BS), Avio (TN), Masi Casalecchio (BO) e un nutrito gruppo di piemontesi.

SEDICI SQUADRE E L’OSPITALITÀ. “Dato il momento, non era facile nè scontato mantenere sedici partecipanti – commenta Paolo Cossavella, presidente della Lettera 22 – Ce l’abbiamo fatta, con un paio di squadre nuove di livello e diversi graditi ritorni: Canestri Senza Reti piace alle società, agli allenatori e, cosa più importante, ai ragazzi. Il torneo è il fiore all’occhiello della nostra attività e siamo convinti possa esserlo sempre di più anche per la città, visto l’interesse che genera e le persone che richiama. Siamo orgogliosi dell’importanza della manifestazione, completamente rivolta e destinata ai più giovani. Tante persone ci aiutano a organizzarla nei mesi precedenti, ci danno una mano durante i giorni delle partite, danno la disponibilità a ospitare i ragazzi stranieri in casa propria. Ecco, proprio nell’ospitalità abbiamo riscontrato più difficoltà che in passato: speriamo che non sia legato al clima sempre più diffuso di paura-rifiuto verso lo straniero. Sarebbe paradossale, visto il come e il perchè è nato il torneo”.

CSR E IL PIEMONTE. Forse un po’ snobbato all’inizio, più apprezzato in giro per l’Italia e all’estero che dai vicini di casa, Canestri Senza Reti però è riuscito negli anni a conquistarsi un posto di rilievo anche nel mondo della pallacanestro piemontese. Oltre ai padroni di casa, sono infatti ben sei le formazioni in campo dalla nostra regione, alcune tra le migliori in assoluto: Junior Casale, Fulgor Omegna, Arona, College Novara, Basket Valenza e Cus Torino. Inoltre domenica sera, alle 20.30 al Cena, ci sarà il clinic per gli allenatori, riconosciuto dalla Fip nell’ambito della formazione obbligatoria. Scambio culturale e di esperienze non solo per i ragazzi quindi, ma anche per i loro allenatori: la vera essenza di Canestri Senza Reti. Un’essenza apprezzata anche dalla Federazione Italiana Pallacanestro per voce del consigliere regionale Piero Piermattei: “Canestri Senza Reti è diventato di diritto uno dei tornei più importanti in Italia per la categoria Under 14, ed è un vanto anche per la FederBasket Piemontese, che ospita sul proprio territorio le eccellenze giovanili provenienti dall’Italia e dall’Estero. Un ringraziamento anche da parte della Fip va alla Lettera 22 e alle famiglie eporediesi che ospitano i giovani, che contribuiscono alla buona riuscita dell’evento con professionalità e dedizione. L’augurio – aggiunge Piermattei – è che il torneo possa crescere ancora di anno in anno, coinvolgendo sempre di più anche la Città di Ivrea e le istituzioni locali, che devono vedere in Canestri Senza Reti una vera e propria vetrina per la promozione della città e del territorio”.

LETTERINI CLASSE 2001. Tra le piemontesi in campo, ovviamente anche la Lettera 22. I letterini classe 2001 hanno appena conquistato un posto tra le prime otto della regione. Sabato mattina alle 9 il debutto contro i serbi di Kragujevac, i ragazzi che ospitano in casa propria in questi giorni. Per coach Fabio Micheletto il torneo servirà tantissimo anche dal punto di vista del campo: “Abbiamo la possibilità di confrontarci con squadre di altissimo livello e che giocano in modo diverso. I ragazzi potranno davvero imparare qualcosa da ogni partita e crescere anche nel gioco”.

BASKET E SOLIDARIETÀ CON LA EX JUGOSLAVIA. Amicizia, ospitalità e ottimo livello tecnico. Canestri Senza Reti nasce nel 2001, poco dopo la fine della guerra del Kossovo e dell’embargo alla Serbia, cinque anni dopo gli accordi di Dayton. La prima finale vede in campo Mostar e Kragujevac. Bosnia e Serbia. Finisce in lacrime e abbracci: non proprio scontato. La frase “Vorremmo giocare con dei ragazzi italiani” era diventata realtà. Per farlo, negli anni sono arrivati anche dalla Croazia, dal Montenegro, dalla Repubblica serba di Bosnia, dalla Macedonia. E dalla Danimarca, dalla Spagna, dalla Georgia, dalla Lituania, addirittura da Mosca. L’ospitalità in famiglia a rendere possibile tutto questo, a mettere insieme ragazzi così diversi e così uguali e a farli tifare in lingue che resteranno per sempre sconosciute. L’albo d’oro parla di dieci vittorie serbe su quattordici edizioni (cinque per il Mladost Cacak), due per il Drazen Petrovic Sibenik (Croazia), una per la Sabonis Basket School di Kaunas (Lituania) e per le italiane (Leoncino Mestre, nel 2010). Ma il campo racconta di diversi ragazzi cresciuti giocando nelle nazionali giovanili dei rispettivi paesi. E di qualcuno che è diventato un professionista ai massimi livelli. Uno è Nihad Djedovic, nazionale bosniaco classe 1990, oggi al Bayern Monaco, ai vertici della Bundesliga e appena eliminato dall’Eurolega per mano dell’Olimpia Milano: due le sue partecipazioni a Canestri Senza Reti all’attivo nelle file del Rin Family Sarajevo. Un altro è Dario Saric, croato da Sibenik, classe 1994, trascinatore dei suoi alla vittoria del torneo nel 2007. E’ stato scelto con il numero 12 all’ultimo draft Nba e nominato miglior giocatore del mese di novembre in Eurolega, dove gioca nelle file dell’Efes Istanbul. Ha vinto il titolo di Mvp agli Europei Under 16 e Under 18, entrambi dominati, e gioca stabilmente nella nazionale croata senior da due stagioni.