Una Serie C giovanissima al raduno.

La prima squadra si è ritrovata lunedì al Cena. Diciannove i presenti in palestra al primo allenamento dell’anno: molti Under 19, i “senior” Burrone e Fancelli (mancava Ramella), un paio di ragazzi in prova, Manfrè e Martinetti che hanno iniziato con la squadra ma la cui posizione è ancora da definire. Due ore di duro lavoro, alleggerito solo dalle temperature miti di questa strana estate. La squadra si allena tutti i giorni della settimana, sabato compreso: solo la domenica sarà di riposo, in base al calendario previsto dallo staff tecnico.
Prima di iniziare, coach Paolo Cossavella ha voluto parlare alla squadra: “Siamo sicuramente il gruppo più giovane della storia della prima squadra a Ivrea. L’anno scorso abbiamo lavorato bene per sette mesi, aggiungendo qualcosa ogni allenamento, facendo progressi continui fino all’inizio dei play-out. Quest’anno dovrà essere lo stesso. Abbiamo meno esperienza, dobbiamo riuscire a trasformare la gioventù in un punto di forza, senza deprimerci se perdiamo due partite di fila, né esaltarci se ne vinciamo due”. foto 2Cossavella poi ha voluto spiegare come si è arrivati alla rosa attuale: “Quando all’inizio della scorsa stagione abbiamo fatto determinate scelte, erano state fatte parlando con tutti i ragazzi con un’ottica pluriennale, con l’intenzione di dare continuità nel tempo al gruppo. Finita l’annata, c’è stato chi ha preferito prendere strade diverse, per motivi lavorativi, di studio o anche di scelte legate alla pallacanestro. Puntare sull’Under 19 è stata la conseguenza più logica e naturale”. Lo sguardo di Cossavella si allarga poi alle strategie future: “Quando c’era l’Olivetti e Ivrea attirava persone, era più facile fare una prima squadra. Oggi la nostra città vive un momento storico molto diverso. I ragazzi finiscono la scuola e si trasferiscono altrove per fare l’università o per lavorare. Pochi hanno la possibilità, la disponibilità, la voglia di tornare a Ivrea per allenarsi e giocare. Ecco perché la nostra prima squadra sarà sempre più eporediese e tenderà sempre di più a coincidere con l’Under 19, magari con due o tre elementi più esperti a fare da guida”.